Salvini: «Pronti a collaborare: non vogliamo fare gli spettatori»


In Senato, il premier Giuseppe Conte ha assicurato «un percorso di condivisione con le forze politiche»

Un messaggio al governo. Mittente: Matteo Salvini: «Se ci vuole collaborativi bene, ma non ci stiamo a fare gli spettatori, ci ascolti». Parlando in Senato, il leader della Lega ha dimostrato responsabilità, in un momento critico per il Paese. Allo stesso tempo, però, ha ribadito che non intende “parlare a vuoto” né tantomeno tacere sugli «evidenti errori» contenuti negli ultimi decreti emanati dal governo, senza la collaborazione delle forze di opposizione. Cosa che, ha promesso il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non avverrà per i prossimi provvedimenti. «Darò mandato al ministro» per i Rapporti con il Parlamento «D’Incà di elaborare un percorso di più intenso confronto», ha assicurato il premier, in Senato. Aspettiamo. Almeno a parole, il governo «è favorevole ad un percorso di condivisione con le forze politiche», per individuare le misure per rilanciare il Paese. «Dobbiamo riuscire a trasformare quest’emergenza in un momento di opportunità per una crescita più equa e sostenibile», è stata la richiesta del presidente del Consiglio. Ci riuscirà? Vedremo. Purtroppo il tempo a disposizione non è molto: servono risposte immediate, ha sottolineato Salvini, che, durante il suo intervento, ha chiesto di guardare all’immediato futuro, «per rispetto ai problemi immediati di chi vuole sapere se la Cassa integrazione arriva ora o fra due mesi». Una richiesta legittima, «perché le bollette e gli affitti non aspettano». Quali sono i piani del governo? Ad illustrarli è stato il premier, spiegando che, nel decreto di aprile, quello che dovrà essere scritto insieme all’opposizione, l’esecutivo prevede di stanziare fondi «non inferiori ai 25 miliardi», già previsti dal decreto di marzo. «Consentiteci di lavorare, vorremmo potenziare ancor di più questo intervento», ha aggiunto. Conte, poi, non ha nascosto le difficoltà del momento: fare diversamente sarebbe stato impossibile, del resto. «La diffusione dell’epidemia da coronavirus ha innescato, in Italia e in Europa, una crisi senza precedenti, che sta esponendo il nostro Paese a una prova durissima», ha osservato. «La necessità di contenere il contagio ci sta costringendo a misurarci con nuove abitudini di vita, con un impatto negativo sull’intero sistema produttivo, che coinvolge imprese, famiglie, lavoratori», ha aggiunto.