Coronavirus, crescono le preoccupazioni nel Regno Unito


Oltre 450 mila i casi nel mondo, Spagna in difficoltà

La situazione più grave resta quella spagnola. In Spagna, infatti, i casi di coronavirus sono ancora in crescita e oggi risultano essere quasi diecimila in più di ieri: dai 47.610 registrati ieri si è passati a 56.188. Ad aumentare, poi sono anche le vittime, da 3.434 a 4.089. Ma ora si teme il peggio anche nel Regno Unito, con gli ospedali che già sono alle prese con «un’esplosione» – per dirla con le parole di Chris Hopson, numero uno di Nhs Providers, associazione che rappresenta i manager del sistema sanitario britannico, intervistato dalla Bbc – di casi gravi che potrebbe presto trasformarsi in uno «tsunami». E i timori di una situazione sempre più fuori controllo cominciano a emergere pure in Russia, che intanto ha deciso lo stop dei voli internazionali per contenere la diffusione del virus. Non solo. Tutti i negozi a Mosca, tranne gli alimentari e le farmacie, dovranno chiudere tra il 28 di marzo e il 5 aprile, come annunciato dal sindaco della capitale Serghei Sobyanin. La misura riguarderà anche bar e ristoranti (ma non le consegne a domicilio). Fuori dall’Europa, l’Iran rimane uno dei paesi più colpiti. Secondo quanto riferito dal ministero della Salute di Teheran, altre 157 persone sono decedute nelle ultime 24 ore: il totale ora si attesta a 2.234 vittime. I casi aumentano invece a 29.046, con 2.389 nuovi contagi accertati. Nel mondo sono oltre 450 mila i casi ufficialmente accertati di coronavirus, come riferisce il bollettino aggiornato della Johns Hopkins University.