di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
Qualche settimana fa, mai avremmo pensato di festeggiare così il 70esimo anniversario della nascita dell’Ugl. Oggi, infatti, 24 marzo 2020, è il “compleanno” del nostro sindacato: la Cisnal, l’organizzazione delle nostre origini, dalla quale discende l’Unione Generale del Lavoro, venne fondata a Napoli proprio in questo giorno nel lontano 1950. Avremmo voluto organizzare un grande evento, come quelli del recente o antico passato, come le nostre manifestazioni, i nostri congressi. Riunire tutti i lavoratori, i sindacalisti, i dirigenti delle federazioni e delle strutture confederali e ricordare la lunga strada percorsa insieme. Celebrando la nostra storia, ma, come sempre, con lo sguardo rivolto al domani, ai passi ancora da fare, ai prossimi 70 anni. E, invece, adesso siamo lontani. Chi costretto a casa, chi al lavoro, ma tutti accomunati dalla preoccupazione per le sorti della nostra Patria e dei nostri concittadini. La festa, comunque, è solo rimandata a quando finalmente il nostro Paese sarà liberato dall’incubo del Covid-19. Noi dell’Ugl, e l’Italia intera, ne siamo certi, supereremo anche questa. E, dopo, sarà più bello ritrovarsi finalmente insieme, la festa sarà ancora più sentita e carica di significato. Ora, intanto, come tutti gli italiani, siamo “in trincea”. Noi dell’Ugl a combattere affinché ai lavoratori, in questa fase così drammatica della storia italiana, siano garantite le massime tutele. A chi è ancora in fabbrica o in ufficio le migliori condizioni di lavoro possibili, un sostegno economico a quelli che sono stati costretti a un riposo forzato, domani un concreto aiuto per tutti, finalizzato a superare le difficoltà che purtroppo necessariamente seguiranno la crisi sanitaria. Ricordare ai governanti, sempre, quali sono i punti fondamentali sui quali non si dovrebbe transigere: giustizia sociale e solidarietà nazionale. Nella speranza che questa crisi faccia comprendere a tutti quali siano stati gli errori del passato, quando in nome della globalizzazione economica e finanziaria sono stati messi in secondo piano il lavoro, la produzione nazionale, la difesa dello stato sociale. Il Coronavirus ci preoccupa, ma non ci spaventa. Così come non indietreggiamo di fronte alle scelte di un governo che non ci è amico, che non ci convince, che non ci dava fiducia prima e che oggi, di fronte a una sfida così difficile, ha purtroppo dato conferma di non essere all’altezza del proprio ruolo. Faremo, anche in questa occasione, la nostra parte, critici ma costruttivi, sempre e innanzitutto nell’interesse dell’Italia. Del resto, siamo abituati alle sfide. I nostri primi 70 anni non sono stati certo facili. Abbiamo affrontato a testa alta l’ostracismo nei confronti dell’unico sindacato di destra, orgogliosi di essere l’altro sindacato, saldi nei nostri valori e certi delle nostre idee, suffragate dai fatti. E ora festeggiamo i nostri primi 70 anni con spirito immutato, sempre e comunque, nonostante tutto.