di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
Mentre imperversa l’emergenza Coronavirus, in Italia e in tutto il mondo, accanto alle popolazioni impaurite e disorientate, ai medici e agli infermieri in prima linea, a tutti coloro – politici di maggioranza e opposizione, forze dell’ordine, amministratori locali – che hanno difficile il compito di gestire, affrontare e auspicabilmente risolvere la situazione, dal punto di vista sanitario, economico e sociale, c’è anche chi vede nel caos generato dal Covid-19 delle possibilità di guadagno. Sebbene possa sembrare agghiacciante, è così. Del resto, purtroppo, è sempre accaduto in tempi di crisi e persino in tempi di guerra, quando la tragedia di molti è stata la fortuna di qualcuno. Ma per affrontare nel modo migliore l’emergenza, occorre spirito di comunità, a livello nazionale ma anche internazionale, trasparenza e correttezza, non certo speculazione. Anzi, fra i vari comportamenti antisociali, se si stigmatizza e si punisce, giustamente, chi porta a spasso il cane troppo spesso perché non resiste alle restrizioni della quarantena, ancor di più si dovrebbero stigmatizzare e punire approfittatori e speculatori. Abbiamo visto impennare i prezzi delle mascherine e forse, dopo l’annuncio dato da Conte, che ha anticipato una prosecuzione delle misure di distanziamento sociale, altre possibili speculazioni verranno ancora. Non dobbiamo pensare, però, solo alle operazioni di piccolo cabotaggio. Le fibrillazioni economiche sono di portata eccezionale e di dimensione planetaria, coinvolgono le economie di Stati e continenti, il destino, nel male o nel bene, di interi settori produttivi. I decisori politici dovrebbero combattere questo tipo di speculazioni utilizzando la massima prudenza nelle proprie dichiarazioni. Tutti, ad esempio ricordiamo le esternazioni, a dir poco avventate, di Christine Lagarde, che pochi giorni fa aveva dichiarato che non spetta alla Bce governare lo spread, una linea politica poi abbandonata, anche di fronte all’estendersi del contagio e quindi della crisi economica, che ora coinvolge tutta Europa, comprese Germania e Francia. Dichiarazioni inaudite, che avevano anche spinto il presidente Mattarella a intervenire, ma ben presto derubricate a “gaffe” nonostante abbiano provocato significative turbolenze sui mercati. Ora, poi, c’è la corsa all’individuazione di una cura o di un vaccino contro il Covid-19. Tutti, ovviamente, ci auguriamo che siano trovati il prima possibile farmaci o vaccini efficaci: l’unico modo per risolvere definitivamente questa situazione drammatica. Ma anche qui, accanto alla fatica encomiabile dei ricercatori, ci sono le oscillazioni delle borse. Di nuovo un rappresentante delle istituzioni Ue, stavolta la presidente della commissione Ursula Von der Leyen, ha annunciato che un’azienda, tedesca, sarebbe vicina alla produzione di un vaccino da immettere sul mercato prima dell’autunno. Speriamo sia vero, anche se poco ci importa tutto sommato sapere da quale azienda farmaceutica arriveranno le cure, basta che siano efficaci, sicure e disponibili per tutti. Nel frattempo, però, c’è chi compra e c’è chi vende.