Non “solo” medici e infermieri, tanti sono i lavoratori in prima linea

Non ci sono “solo” medici e infermieri da ringraziare in questa delicatissima fase di emergenza in cui l’Italia si trova in prima linea contro il Coronavirus. Come tutti sappiamo non tutte le attività sono state fermate dall’ultimo decreto annunciato ieri sera: i servizi essenziali pubblici e privati, in tal senso anche l’informazione e le telecomunicazioni, l’assistenza, nonché alcune attività industriali, continueranno a funzionare per il bene della collettività e per evitare un fermo totale del Paese. Dunque “grazie” alle lavoratrici e ai lavoratori della catena alimentare, delle farmacie, dei traporti pubblici e privati, della Pubblica amministrazione. Grazie a idraulici, meccanici, benzinai, baby sitter, operatori sanitari, tabaccai ed edicole. Ci aiuteranno a non finire in un assoluto isolamento, rischiando però in prima persona. «Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore domani», ha detto ieri il premier Giuseppe Conte nell’annunciare il dpcm che restringe ancora di più le nostre libertà a vantaggio della salute pubblica, ma già da stamattina sono emersi i primi problemi. Per il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, colui che per primo aveva chiesto un inasprimento delle misure, il decreto «dovrà essere riguardato e riesaminato, ci sono discrasie, cose che vanno corrette ma il dialogo con il governo prosegue per cercare di migliorare ulteriormente il documento». Secondo il leader della Lega, Matteo Salvini, il governo ha creato cittadini di serie A e di serie B, lasciando aperte le fabbriche dalle quali si stanno sollevando evidenti malumori per ragioni comprensibili di salute e sicurezza. Principi che a fatica si riesce a rispettare in negozi e supermercati, e non per noncuranza dei lavoratori. Ricordiamo che serpeggia il timore di non avere più un lavoro a causa del covid-19. Il materiale adeguato per proteggersi, come le mascherine, scarseggia per tutti, anche negli ospedali. In che modo il Governo sta aiutando servizi pubblici e privati e aziende a farlo? Nel frattempo la gente lavora, in particolare nel comparto dei servizi, impegnata in ogni luogo d’Italia, a salvaguardare i clienti, cioè noi, in opere di sanificazione. Per queste ultime, servono gli operatori che si occupano di pulizia e servizi collaterali, ai quali si sta chiedendo un ulteriore salto di qualità, essendo la loro attività sconfinata ormai nel campo sanitario. Anche se, ad esempio, Aeroporti di Roma ha predisposto un piano di ridimensionamento dell’operatività dei terminal passeggeri di Fiumicino e Ciampino, da venerdì 14 marzo, resta il fatto che tante lavoratrici e lavoratori dei trasporti pubblici su qualsiasi mezzo si trovano in prima linea. Sono tante ancora le mansioni che non consideriamo o che diamo per scontate. A tutti loro deve andare il nostro pensiero e il più vivo ringraziamento.