Covid-19: Ue zona protetta? Per qualcuno è (ancora) un tabù
«Perché non pensare a una zona rossa europea e in aprile si riparte senza che qualcuno ti abbia fregato il parmigiano, il salone del mobile o altro?». Con questa oggettiva argomentazione il leader della Lega, Matteo Salvini, rilancia la sua idea: eguali misure su tutta l’Ue per creare un un’unica zona protetta. Qualcuno, come il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, ha risposto così: «Non commento», perché «mi sembrano aspetti legittimi di discussione politica alla quale preferisco non partecipare», dimostrando in questo caso un disinteresse un po’ sospetto – il presidente francese, Macron, è contrario – e una sottovalutazione dell’emergenza. Ma c’è qualcun altro che la pensa come Salvini, centro destra a parte: Matteo Renzi, ad esempio. «Quando dico che tutta Europa deve diventare zona rossa non sto lanciando slogan, ma sto verificando i numeri dell’Organizzazione mondiale della sanità», ha scritto su Facebook il leader di Italia Viva. Basti pensare che soltanto oggi, parlando della Germania, la cancelliera Angela Merkel ha detto che bisogna «guadagnare tempo per rallentare la diffusione del virus» temendo, alla luce di un contagio che potrebbe riguardare prevedibilmente il 70% della popolazione, che «il nostro sistema sanitario venga sopraffatto». Da segnalare la decisione dell’Austria che ha sospeso tutti i treni passeggeri diretti e provenienti dall’Italia e introdotto controlli alla frontiera per chi attraversa il confine con l’automobile. Se vi fosse ancora bisogno di sottolinearlo, è chiaro che in Europa, nonostante importanti dichiarazioni, non c’è unità e, ciò che è peggio, si sta sottovalutando l’emergenza sia da un punto di vista sanitario, prima di tutto, sia economico. La Gran Bretagna, che ha fatto giusto in tempo ad andarsene, lo ha capito subito e infatti la Bank of England ha deciso a sorpresa, alla luce dello «choc economico» provocato dall’emergenza coronavirus, un taglio di emergenza dei propri tassi, ridotti di ben 50 punti base allo 0,25% «per sostenere la fiducia delle imprese e dei consumatori in un momento difficile e per rafforzare i flussi di liquidità». Sentite anche voi la mancanza di Mario Draghi alla guida della Bce? E nel frattempo la Cina si muove in soccorso all’Italia.