Un aspetto sul quale, superata l’emergenza coronavirus, sarà necessario riflettere con tanta attenzione. Il rapporto integrato sul mercato del lavoro fornisce un dato quantitativo molto interessante: nel periodo osservato (quinquennio dal 2014 al 2018) si sono ridotti i licenziamenti relativi a rapporti di lavoro a tempo indeterminato che sono passati da 647mila a 579mila; nello stesso periodo, però, sono aumentate le dimissioni, passate dal 48 al 53%. Il dato riflette due aspetti. In primo luogo, ha inciso il vincolo connesso alle assunzioni agevolate: in caso di licenziamento, il datore dovrebbe ridare indietro quanto percepito come incentivo contributivo, dovendo peraltro aggiungerci sopra una aliquota aggiuntiva. Questa sorta di multa che il datore di lavoro è tenuto a pagare ci accompagna alla seconda considerazione: parecchi lavoratori potrebbero essere costretti a dimettersi, proprio per evitare la penalizzazione per il datore di lavoro.