Sono diversi gli studi che negli ultimi giorni hanno provato a prevedere l’impatto economico che potrebbe avere il diffondersi dell’epidemia di coronavirus. L’ultimo in ordine di tempo è quello diffuso questa mattina da Unimpresa, secondo cui il Covid 19 potrebbe portare effetti negativi sul 10% dell’economia italiana. In particolare, stando all’analisi l’impatto del virus può creare danni su 150 miliardi di euro di Prodotto interno lordo. In particolare il rischio ricadute potrebbe interessare il settore degli alberghi e della ristorazione, che vale 64 miliardi di euro di PIL, quello delle imprese di trasporto (53 miliardi), quello dell’area noleggio e leasing (8,1 miliardi), quello delle agenzie di viaggio e tour operator (due miliardi), lo spettacolo, musei, cinema e teatri (10,8 miliardi) e comparto sport e tempo libero (che vale 7,6 miliardi di euro di PIL). «Il recinto economico a rischio “Coronavirus” – spiega Unimpresa – è un mix di settori di attività che, in totale, sono costantemente cresciuti negli ultimi anni: nel 2019, il totale si è attestato a 146,1 miliardi (9,12% del pil), nel 2015 era a quota 128,6 miliardi (8,65% del pil), nel 2016 a 135,2 miliardi (8,88% del pil), nel 2017 a 140,4 miliardi (9,01% del pil), nel 2018 a 143,5 miliardi (9,06% del pil)». Commentando l’analisi il presidente dell’Unione nazionale delle imprese, Giovanna Ferrara, ha spiegato: «Il livello di attenzione deve essere estremamente alto. Il rischio è quello di far sprofondare l’economia italiana nel baratro e in tempi rapidissimi: è un rischio che non dobbiamo correre».