La reindustrializzazione del sito non parte; sempre più a rischio in 429
Come se non bastasse, ora anche la Procura di Torino ha acceso un faro sulla gestione dei soldi che sarebbero dovuti servire per il rilancio dello stabilimento ex Embraco di Riva di Chieri, nel Piemontese. Sono passati, infatti, quasi due anni e tutto è ancora irrecuperabilmente fermo, nonostante nel frattempo si siano succeduti tre ministri al ministero dello sviluppo economico. Il piano Calenda prevedeva la reindustrializzazione del sito con il passaggio dalla produzione di compressori per i frigoriferi Whirlpool alla realizzazione di robot per la produzione di pannelli fotovoltaici e di filtri per la depurazione delle acque, con il reimpiego dei 429 addetti. Qualcosa però non sta funzionando. Da una parte, Whirlpool ha messo in campo una decina di milioni di euro per la reindustrializzazione del sito; dall’altra, però, i subentranti, gli israelo-cinesi di Ventures, al momento si sono fermati ad una attività di consulenza ben remunerata.