Governo, sulla prescrizione è scontro aperto


Il leader di Italia viva Matteo Renzi attacca Conte: «Se vuole cacciarci faccia pure»

Il governo è avvisato. Oltre che a rischio. «Non molleremo di un centimetro» sulla riforma della prescrizione, ha scritto su Facebook il leader di Italia viva Matteo Renzi. Quella in atto è una crisi – difficile chiamarla diversamente –, sebbene ancora extraparlamentare. A dividere le forze di maggioranza è la riforma sulla prescrizione: ieri il Consiglio dei ministri – assenti i ministri di Italia viva, in segno di protesta – ha approvato il ddl sulla riforma del processo penale. All’interno, c’è anche il lodo Conte bis, che prevede la sospensione della prescrizione in caso di condanna in primo grado e la sua riattivazione in caso di proscioglimento dell’imputato o l’annullamento della sentenza di condanna in Appello. «È stata approvato il ddl che riforma il processo penale. E’ segno che quando si lavora con serietà, responsabilità e impegno i risultati seppur faticosi, arrivano», ha commentato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa. Al suo fianco, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. A Palazzo Montecitorio e a Palazzo Madama, però, le cose potrebbero cambiare: «Cercheremo di cambiarla in Parlamento prima che venga bocciata dalla Corte Costituzionale come già avvenuto in settimana alla legge Bonafede», ha promesso Renzi. Che poi ha attaccato il Partito democratico: «Ha scelto di seguire i grillini, noi abbiamo scelto di seguire le persone competenti: avvocati, magistrati, esperti della materia». La promessa dell’ex presidente del Consiglio potrebbe fare il paio con una mozione di sfiducia al guardasigilli: «Se ci sarà, il sottoscritto per assicurare credibilità alla politica ne trarrà tutte le conseguenze», ha detto il premier Conte, replicando a chi gli ha chiesto se, in un caso simile, salirà al Colle. Dell’altronde, per arrivare a presentare una mozione di sfiducia individuale occorrono 32 firme a Palazzo Madama: Iv ha diciassette senatori e dovrebbe quindi co-firmare la mozione con una forza di opposizione. Accadrà? Vedremo. Nel frattempo, Conte non ha chiuso le porte ai parlamentari di Italia viva: «Nei loro confronti c’è la massima disponibilità a confrontarci».