Governo, prosegue lo scontro sulla prescrizione


Promessa mantenuta. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi aveva annunciato che i suoi avrebbero fatto di tutto per bloccare la riforma della prescrizione. E così è stato, almeno per il momento: in Commissione congiunta Affari costituzionali e Bilancio alla Camera, ieri Iv ha votato a favore – insieme ai partiti di opposizione – ad un emendamento che avrebbe sospeso la riforma fino al 2023. Contro hanno votato Pd, LeU e M5s. L’emendamento è stato bocciato per due voti di scarto. Il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, non l’ha presa benissimo. E non ha fatto niente per nasconderlo: «Vedo che Salvini, Meloni e Berlusconi ormai stanno zitti». Il motivo? «Forse perché l’opposizione per loro la sta facendo qualcun altro e questa situazione sta diventando veramente insostenibile». Renzi, però, rimane inamovibile: «Siamo in questo governo per evitare l’aumento dell’Iva e una Italexit che Salvini avrebbe chiesto, ma non siamo qui per tornare al giustizialismo», ha spiegato. «La proposta più sensata è quella di Lucia Annibali ed è quella che prevede di prendere tempo e di studiare l’argomento con esperti per trovare una soluzione giusta. Perché il lodo Conte bis non va bene, viola i principi costituzionali. Si chiamino dunque degli esperti e non un Dj a scrivere le norme», ha concluso l’ex premier.