Il governo pensa di tagliare risorse dal fondo per la riduzione del cuneo

I conti continuano a non tornare. Anzi, mano a mano che passano i giorni si ingarbugliano sempre di più, mentre nel frattempo si leggono in maniera diversa alcuni provvedimenti contenuti nella legge di bilancio. Come già segnalato nelle scorse settimane, quanto annunciato dal governo per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente (un rafforzamento/estensione del bonus di 80 euro attraverso il meccanismo delle detrazioni che variano da un massimo di 100 euro fino a 28mila euro per poi decrescere sino ad azzerarsi a 40mila; il decreto legge è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale del 5 febbraio) sembra non avere una copertura adeguata, sia per l’anno in corso – mancherebbero almeno 600 milioni di euro – sia per il prossimo anno – quasi due miliardi in meno rispetto alle necessità. Come se non bastasse, il governo si è visto costretto a ritirare un emendamento che aveva in mente di presentare nella fase di conversione di un altro provvedimento, il decreto Milleproroghe. L’emendamento avrebbe posticipato al 1° aprile l’obbligo di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili per poter fruire delle detrazioni di legge al 19%, una agevolazione che guarda principalmente ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Ebbene, l’emendamento non ha visto la luce perché l’esecutivo aveva pensato di spostare circa 250 milioni di euro dal fondo per la riduzione della pressione fiscale alla copertura del rinvio.