di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Oggi è stato presentato il 32esimo Rapporto Italia di Eurispes, uno studio che ogni anno fotografa attraverso dati statistici la situazione del Paese. Molti gli elementi interessanti, specie quelli riguardanti il rapporto tra i nostri concittadini, le istituzioni e i corpi intermedi. In particolare, l’ente di ricerca ha attestato un aumento, significativo, della fiducia che gli italiani ripongono nelle organizzazioni sindacali. Se lo scorso anno il 37,9% dei cittadini dichiarava di confidare nel sindacato, ora la percentuale è aumentata di ben 8,5 punti, arrivando al 46,4%. Il dato di Eurispes non può che rallegrarci, chiaramente. Ma deve anche farci riflettere, perché segnala il disagio crescente dei lavoratori, con la richiesta di azioni forti e incisive che riportino il lavoro al centro delle politiche economiche e sociali. I lavoratori sono in difficoltà e di conseguenza si rivolgono al sindacato. Le principali difficoltà consistono in tre fenomeni: il primo e più significativo è quello rappresentato dalla povertà lavorativa; una povertà, cioè, determinata non dall’assenza di lavoro com’era un tempo, ma dal lavoro stesso, che produce redditi medi netti talmente bassi da non proteggere dal rischio di ritrovarsi nell’area della povertà. Il secondo fenomeno è quello degli infortuni e delle morti bianche, una piaga che nel 2020 continua a mietere vittime. Il terzo fenomeno, non meno importante dei primi due, è quello della precarietà lavorativa, del tempo parziale, degli orari ridotti, della mancanza di opportunità di salita nella scala sociale. Tutte condizioni che non consentono, in particolare alle donne e ai nostri giovani, di sentirsi pienamente soddisfatti della propria condizione lavorativa, di fare progetti di vita, di emanciparsi dalle famiglie di origine, ma anzi spingono molti a emigrare verso Paesi più generosi e attenti nel dare il giusto valore al lavoro e alle competenze. L’organizzazione che guido, L’Ugl, ha fatto di questi punti, insieme a quello delle pensioni, i propri capisaldi dell’azione sindacale, dando voce e rappresentanza ai bisogni vecchi e nuovi dei lavoratori. Forse anche per questo la fiducia, non solo nel sindacato in generale, ma in particolare nei confronti dell’Ugl, è cresciuta fino a triplicare in soli due anni, come confermato dalla crescita degli iscritti, specie tra i giovani, sempre più presenti alle nostre iniziative e propositivi all’interno della nostra associazione. La fiducia che i cittadini e i lavoratori ripongono nel sindacato è, infine, anche una sfida per il sindacato stesso, che deve onorare le aspettative, offrendo in cambio il massimo impegno nel rappresentare con energia, capacità e competenza i bisogni e le richieste, facendo il possibile affinché si traducano in concreti miglioramenti nelle condizioni di lavoro. Una sfida che l’Ugl ha tutta l’intenzione di vincere.