Quanto stanziato per il biennio 2019-2020 è praticamente già terminato

La sua istituzione su iniziativa dell’allora sottosegretario al ministero del lavoro e delle politiche sociali, Claudio Durigon, era stata salutata con soddisfazione da tutte le parti. Ora, passato un anno dalla adozione del contratto di espansione i numeri confermano due cose: che la misura ha avuto effettivamente un riscontro positivo e che, però, la risorse sono terminate. Il contratto di espansione, si ricorda, è una misura sperimentale che si pone un doppio obiettivo. Il primo è di accompagnare i lavoratori maturi verso il pensionamento; l’altro è quello di favorire il ricambio generazionale. Un percorso virtuoso, quindi, riservato alle grandi imprese, quelle con almeno mille dipendenti, che hanno la necessità di adeguare le competenze professionali del personale dipendente, anche in linea con la grande partita dell’innovazione tecnologica e digitale. Le risorse stanziate lo scorso anno, però, sono già state, nei fatti, utilizzate tutte per finanziare due operazioni: Tim ed Ericsonn. Sindacati ed associazioni datoriali, in particolare quelle afferenti al settore delle telecomunicazioni, hanno in questi giorni chiesto al governo di rifinanziare il contratto di espansione, uno strumento che torna utile in un settore interessa molto più di altri da una profonda riorganizzazione aziendale e produttiva. Tutto da capire, quale sarà la reazione del governo, visto il cambio di esecutivo in corsa.