Ex Ilva, il governo pensa al prestito ponte


L’annuncio del ministro Boccia

Spunta l’ipotesi dell’amministrazione straordinaria e del prestito ponte per salvare l’ex Ilva di Taranto dopo la rescissione del contratto da parte di ArcelorMittal. Ad annunciarla è stato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, che nel corso della trasmissione Circo Massimo su Radio Capital ha introdotto l’idea di un “Piano B” che il governo metterebbe in pratica in caso di fallimento dei colloqui con la multinazionale. «Mittal – ha spiegato il ministro Boccia – ha posto un ricatto occupazionale inaccettabile, che il governo ha già respinto. E dunque deve assumersi le proprie responsabilità e rispettare le leggi della Repubblica italiana», e se ciò non dovesse avvenire  si ricorrerà all’amministrazione straordinaria «che ha salvato l’Ilva dal crack dei Riva  con un prestito ponte e con l’obiettivo di riportare entro uno-due anni, come previsto dalla legge, l’azienda sul mercato. Se fosse necessario lo rifaremo senza alcun problema. Alternativa non c’è». Poi, una volta decisa l’amministrazione straordinaria, aggiunge, «si deciderà se ci sono altre aziende dello Stato che possono entrare nella cordata. Io penso che abbia assolutamente fondamento la possibilità che entrino altre aziende, tra cui Cdp, ma è un tema che si porranno i commissari». Intanto il Tribunale di Milano ha fissato per il 27 novembre l’udienza sul ricorso d’urgenza chiesto dai commissari, i quali nella presentazione del ricorso hanno scritto: «L’inadempimento di ArcelorMittal è plateale e conclamato». È invece previsto per questa sera al Quirinale l’incontro tra CGIL, CISL e UIL e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.