Figli e figliastri


Contrordine: l’Ue dice sì alle banche (tedesche) salvate con denaro pubblico

Chi la fa l’aspetti? Nelle istituzioni europee no, ma forse nelle urne sì. A fronte dei continui richiami e degli esami ai quali l’Italia, scolaretto indisciplinato, deve da sempre sottostare, ci sono i primi della classe, Germania e Francia, che continuano imperterriti a fare quel che loro pare. In Germania la NordLB, banca con oltre due secoli di storia, un tempo settimo istituto tedesco con oltre 150 miliardi di attivi, ma sull’orlo del disastro con 20 miliardi di sofferenze sarà quasi sicuramente salvata. La notizia, riportata e commentata da Il Sole24Ore del 12 novembre e di oggi sta nel fatto che il salvataggio, che la porterà a scendere a 95 miliardi gli attivi e a 2800-3000 dipendenti entro il 2020 (a inizio 2019 erano 5850), avverrà grazie a un’iniezione di capitale complessiva di 3,6 miliardi, dei quali 2,8 cash a carico degli azionisti pubblici ovvero i Land tedeschi, Bassa Sassonia al 59,13%, Sassonia-Anhalt 5,57% e un gruppo di casse di risparmio locali. A voi non sembra aiuto di stato? Alla Commissione Ue probabilmente no (il via libera sta per arrivare) perché l’intervento, nonostante sia a carico di azionisti pubblici, ricalca le stesse condizioni di un intervento privato. È una buona notizia? Per la Germania sicuramente, per l’Europa meno, per l’Italia ancora peggio. In questi ultimi anni l’Ue ha impedito il salvataggio di banche decotte con i soldi dei contribuenti. Impossibile dimenticare le centinaia di migliaia di risparmiatori italiani traditi, in quanto ignari dei rischi a cui andavano incontro, dalle banche venete, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, e della 4 famigerate banche (Etruria, Marche, Carichieti e Cassa Ferrara), e così come gli ostacoli disseminati dalla Ue, nella persona di da Margrethe Vestager, sulla strada del salvataggio della Popolare di Bari su cui ha acceso un faro per capire se le agevolazioni introdotte nei mesi scorsi dal decreto Crescita rappresentino o meno un sussidio pubblico. Va ricordata anche la bocciatura di Bruxelles del salvataggio della banca italiana Tercas da parte del Fondo interbancario, perché operava con i capitali privati delle banche ma su “input” di Bankitalia, operando in regime pubblicistico secondo la Ue. Nel caso della NordLB si tratta di un intervento totalmente a carico di azionisti pubblici ma alle stesse condizioni di un intervento privato. Insomma, la Germania ha trovato il suo escamotage per salvare le banche e anche per non restituire il surplus di bilancio, la Francia può sforare tranquillamente il tetto del deficit e andare in giro a schiaffeggiare partner europei indisciplinati e a decretare la morte cerebrale della Nato. Noi, che vogliamo fare?