USA: nuove frontiere per l’Ugl


Sappiamo quanto siano stretti i rapporti fra Italia e Stati Uniti, quanto numerosa sia la comunità d’origine italiana che vive in America, quanto le nostre economie siano ormai interconnesse. Per questo una delegazione l’Ugl, che ho avuto il piacere e l’onore di guidare, si è recata in questi giorni Oltreoceano. Una visita intensa e ricca di incontri e avvenimenti. A Washington abbiamo visitato la Niaf (National Italian American Foundation), ovvero una fondazione a livello nazionale avente sede legale a Washington, D.C., che è considerata la maggiore e più fedele rappresentante degli oltre 20 milioni di cittadini italo-americani che vivono negli Stati Uniti. Poi abbiamo visitato luoghi simbolici, come la Little Italy di Baltimora, o istituzionali, come la Casa Bianca o la sede della Corte Suprema. Ma soprattutto ci siamo confrontati con le questioni inerenti il mondo del lavoro e con le problematiche comuni ai lavoratori al di là come al di qua dell’Atlantico. Si pensi, ad esempio, non solo all’importanza di alcune industrie americane di dimensioni multinazionali, ma anche al ruolo sempre più pregnante dei giganti americani delle nuove tecnologie, che operano anche da noi nel settore delle comunicazioni, da Google a Netflix, e in quello del commercio, come Amazon. Non solo dal punto di vista fiscale, ma anche da quello delle condizioni di lavoro dei dipendenti. Poi ci siamo concentrati in particolare sul settore sicurezza. Abbiamo svolto un importante incontro con i rappresentanti dell’organizzazione sindacale Fleoa, che rappresenta gli agenti di 65 agenzie federali operanti negli Usa, tra cui Ncis, Cia ed Fbi. Abbiamo conosciuto il presidente nazionale Larry Cosme, il vicepresidente esecutivo Mat Silverman e il direttore degli affari culturali Tat Shum. Con loro la nostra delegazione, composta da Gianluigi Ferretti e Mimmo Ragozzino e accompagnata da Elia Mannetta, ha affrontato i temi legati alle problematiche e alle istanze comuni tra le forze dell’ordine delle due nazioni. Abbiamo potuto constatare che, nonostante la distanza geografica, in realtà Stati Uniti e Italia devono affrontare esperienze molto simili nella lotta alla criminalità. Abbiamo avuto modo di confrontarci sulle rispettive attività di tutela dei lavoratori del settore della sicurezza con l’intenzione di continuare un percorso di collaborazione sindacale internazionale su tutte le questioni chiave inerenti il lavoro delle forze dell’ordine.