Cultura
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Streaming e cibo, le nuove abitudini di consumo

Dai video on demand al food delivery

Pizza e cinema? Macché: divano, film in streaming e cibo consegnato direttamente alla porta di casa. Premesso che generalizzare è sempre sbagliato, la scena appena descritta rappresenta tuttavia una tendenza crescente e sempre più italiani preferiscono la comodità di casa, anche nei weekend, all’uscita obbligata. I numeri vanno proprio in questa direzione: la tv via internet, cioè web tv e smart tv, possono contare – al 2018 – su un’utenza del 30,1%, +3,3% in un anno (dati Censis). Del resto non manca l’offerta di film, serie e documentari, da Netflix a Chili, passando per la piattaforma video di Amazon. Un mercato, quello del settore Vod (video on demand), che secondo studi nel giro di qualche anno arriverà a valere quasi nove miliardi di euro solo nell’Europa occidentale (qualcosa di analogo sta accadendo con la musica, la cui crescita è trainata proprio dallo streaming). Per quanto riguarda il food delivery – tra i settori della gig economy più osservati nell’ultimo periodo, non senza polemiche sulle condizioni precarie di tanti lavoratori – è un mercato, afferma Coldiretti, a cui si rivolgono 18,9 milioni di persone con regolarità (3,8 milioni) o occasionalmente (15,1 milioni), che hanno consumato a casa cibo ordinato da ristoranti e pizzerie tramite una piattaforma web. La maggior parte delle persone – 57,3%, evidenzia la recente indagine Coldiretti-Censis – lo fa per ragioni legate alla stanchezza e alla poca voglia di cucinare. Ma anche – il 34,1% – «per stupire i commensali» in occasioni quali cene organizzate in casa.

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    Ufficiostampa