Editoriale
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Qualche suggerimento per Spadafora

E per tutti gli indignati in servizio permanente effettivo: indignatevi, sì, ma per le cose serie, gli argomenti non mancano

di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Con un volo pindarico tipico di certo politically correct, il sottosegretario Spadafora ha criticato Salvini accusandolo di maschilismo per aver definito Carola Rakete, nel corso della questione Sea Watch per la quale la tedesca è sotto inchiesta, “criminale, pirata, sbruffoncella”. Non dubitiamo del fatto che se il capitano della nave fosse stato un uomo la reazione del Ministro sarebbe stata la stessa. Nulla quaestio, quindi. Sta di fatto che restano sorprendenti i criteri di valutazione usati da molti benpensanti di sinistra o in questo caso della sinistra del M5S nell’indignarsi o meno per un fatto ritenuto da biasimare. In sostanza un sottosegretario con delega alla gioventù e con un passato da garante per l’infanzia e l’adolescenza ha pensato bene di uscire dall’anonimato in cui era rimasto in un anno di governo – con la Lega, se non se ne fosse accorto – ed esternare dichiarazioni contro l’alleato per l’uso di una dialettica colorita ma nulla più e, invece, di non dire una parola su uno scandalo vero, su una violenza reale e terribile come quella emersa dalle indagini sul sistema di affido dei minori a Bibbiano, magari cercando una sponda proprio nella Lega, che da tempo ha a cuore il problema di rivedere il sistema delle case famiglia e del sostegno ai minori in difficoltà, evidentemente con qualche buona ragione. Un suggerimento, quindi, a Spadafora e a tutti gli indignati in servizio permanente effettivo: indignatevi, sì, ma per le cose serie, gli argomenti non mancano. Altrimenti sorge il dubbio che lo sdegno sia un po’ affettato, se ci si scandalizza per una parola e si resta in silenzio di fronte a drammi veri, per di più riguardanti dei bambini. Certo nel praticare questo strano doppiopesismo il sottosegretario Spadafora non è certo solo, anzi. La truppa dei perbenisti, dei famosi buonisti – altra cosa rispetto ai buoni per chi non l’avesse ancora capito – è piuttosto nutrita. Ne fanno parte i molti adepti del “restiamo umani” che continuano a minimizzare su quanto emerso a Reggio Emilia, uno scandalo che invece va portato alla luce affinché simili barbarie non possano accadere in un Paese che si considera civile. Il Pd che non ha espulso i suoi esponenti indagati. Oltre a pene esemplari per chi risultasse coinvolto, occorre con urgenza una revisione di un sistema a quanto pare non adeguato a fornire quello che è il fine primario, la tutela del minore, facendo in modo che si allontanino i bambini dalle famiglie solo ove necessario per la loro sicurezza e mai per mere ragioni economiche o difficoltà superabili. Sicuramente non per fare “business” o peggio. Continuiamo fiduciosi ad attendere parole – adeguate – di sdegno su quanto accaduto. E poi, dopo le parole, che come diceva Moretti “sono importanti”, ma, aggiungiamo, solo fino a un certo punto, anche i fatti, che sono ancora più importanti.

 

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