di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
Oggi, giorno di Vigilia, è l’occasione giusta per provare a tirare qualche somma ed approfittare della pausa dalle occupazioni quotidiane per fare un bilancio sulla situazione sociale del Paese. Del resto in ogni famiglia il Natale non è solo un giorno di festa, ma anche di riflessione. L’Italia resta un Paese in grande difficoltà, nel quale vivono più di cinque milioni di persone povere, fra le quali non troviamo solo disoccupati, quasi tre milioni, ma anche lavoratori che hanno un’occupazione, tuttavia non abbastanza stabile e redditizia. I precari in Italia sono 3 milioni e 700mila. Mille i morti sul lavoro solo nel 2018. In decrescita la popolazione, con il numero dei morti superiore di 200 mila unità a quello dei nuovi nati, dei quali circa il 25% ha almeno un genitore straniero ed il 15% entrambi. Il Mezzogiorno ancora drammaticamente lontano dal resto della Penisola. Insomma, non siamo ancora usciti dalla grave crisi economica e sociale che attanaglia il Paese. Come prevede la data odierna, il giorno che celebra la nascita della speranza nel cuore più buio dell’inverno, occorre però guardare anche ai segnali positivi: innanzitutto l’avvio di un nuovo corso politico improntato al sociale, che ha dato inizio ad una serie di politiche per affrontare la crisi ed invertire la rotta. Nonostante i limiti imposti dai conti pubblici, dissestati da anni ed anni di cattiva amministrazione, e i vincoli europei, che hanno imposto un rigore estremo alla manovra economica, il nuovo anno inizierà all’insegna di misure socialmente necessarie, che dovrebbero portare anche ad effetti economici positivi: dal superamento della Fornero con l’introduzione di quota 100 al reddito di cittadinanza basato su politiche attive del lavoro, dalla revisione del fisco per aiutare i cittadini in difficoltà con l’erario a quella della giustizia che sta per arrivare, basilare per riformare un sistema farraginoso. Qualche effetto del nuovo corso già si vede, nonostante i mass media tendano, nella gran parte dei casi, con un curioso atteggiamento anti-italiano, a minimizzare i fatti positivi ed enfatizzare quelli negativi: una ri-localizzazione di diverse imprese, un reddito medio delle famiglie in aumento, maggiore fiducia nel futuro. Però occorrerà aspettare ancora affinché siano visibili gli effetti delle nuove misure, che, ci auguriamo, saranno benefici e rafforzati anche dal nuovo probabile assesto politico dell’Ue dopo le europee.