Pur riflettendo un quadro complessivamente stabile, a novembre 2028 il clima di fiducia dei consumatori presenta una dinamica negativa, «determinata soprattutto dal deterioramento sia dei giudizi sia delle aspettative sulla situazione economica dell’Italia nonché da un marcato peggioramento delle attese sulla disoccupazione». È quanto spiega l’Istituto nazionale di statistica nel commento agli ultimi dati, diffusi questa mattina. Nelle tabelle si legge infatti che l’indice che misura il clima di fiducia dei consumatori italiani si è attestato a 114,8 punti, contro i 116,5 di un mese fa e i 116 di settembre. Il clima economico è crollato a 131,7 punti (dai 137,2 di ottobre), quello futuro è sceso a 118,9 (da 121,4) e quello corrente a 111,5 (dai 112,5). Solo il clima personale segna un aumento, passando da 108,7 a 108,9 punti. Per quanto riguarda le imprese, l’Istat spiega di continuare a registrare flessioni: «l’indice, dopo la crescita registrata nella seconda metà del 2017, entra in una fase di stasi nel primo semestre del 2018 e comincia a diminuire da luglio 2018. Nella manifattura la diminuzione è concentrata soprattutto nel settore dei beni di investimento». Nel dettaglio: l’indice della fiducia dell’industria manifatturiera è passato da 104,9 a 104,4 punti e quello del settore delle costruzioni da 138,9 a 132,5. Giù anche la fiducia delle imprese dei servizi di mercato, a 101,8 punti dai 103,6 di ottobre, mentre sale a 102 punti quello del commercio, dai 101,6 punti del mese precedente (bene, in particolar modo, la grande distribuzione: da 101,5 a 104).