Banche, nuovo allarme occupazione


Le esternazioni del numero uno dei banchieri italiani, Antonio Patuelli, somigliano molto ad un voler mettere le mani avanti: non siamo noi a voler licenziare il personale, ma le abitudini stanno cambiando e molti nostri connazionali non vengono più in agenzia, preferendo effettuare tutte le operazioni da remoto. Le conseguenze si vedono nei numeri. L’occupazione è calata del 3,5% in un anno. A fronte di appena 6.500 assunzioni vi sono state cessazioni per quasi 17.600 unità, un numero di forte impatto. E meno male che il settore può godere ancora di un fondo di solidarietà che permette di gestire in maniera non troppo dolorosa gli esuberi strutturali. Intanto, continua a restare poco usato il contratto di apprendistato, appena lo 0,51% del totale, in un comparto assolutamente dominato dal contratto a tempo indeterminato. I part time sono poco più del 12% del complesso dei lavoratori. Donne e uomini si equivalgono, tranne che nelle posizioni apicali che sono decisamente maschili.