di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
La prima cosa che balza agli occhi è che questa legge di bilancio è tentativo di cambiare prospettiva al Paese, cosa necessaria per uscire da una spirale che, negli ultimi anni, ha portato, troppo spesso, a sacrificare le giuste aspettative dei cittadini in nome di presunte esigenze finanziarie e ragionieristiche. Tutti sappiamo cosa è successo: il prodotto interno lordo non è mai cresciuto con un minimo di vigore; la disoccupazione, dopo un decennio, solo ora è tornata sotto alle due cifre; il debito ha continuato ad aumentare. Ed allora, occorre accompagnare con interesse questa legge di bilancio, perché, dopo anni, si presenta con misure più vicine alle classi medio e basse che agli istituti di credito. La decisione, fra le altre, di istituire un fondo per il ristoro dei risparmiatori truffati dalle banche si inserisce in questo percorso. In molti, stanno dando risalto alle polemiche di queste settimane con la Commissione europea, in particolare con il presidente ed un paio di commissari, sul deficit. Bruxelles sembra, però, dimenticare che il presunto eccesso di deficit è per molti versi eredità del passato, derivando dalla sterilizzazione delle clausole su Iva ed accise ed il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro del pubblico impiego. Due misure che il precedente esecutivo avrebbe dovuto e potuto affrontare, ma che non ha fatto. La Commissione, sempre pronta a sindacare la virgola, dovrebbe valutare anche questo aspetto. La legge di bilancio è sicuramente perfettibile, ma intanto contiene dei provvedimenti interessanti che avranno ricadute positive sulle famiglie, dalla riforma delle pensioni al reddito di cittadinanza, passando per il pacchetto di investimenti e le assunzioni nella pubblica amministrazione.