La maggior contrazione degli ordini dal maggio del 2013, con un conseguente calo della produzione italiana. È questo, in sostanza, il quadro delineato dal IHS Markit sull’andamento del settore manifatturiero ad ottobre. Un quadro poco rassicurante, visto che l’indice PMI – che mostralo stato di attività delle industrie –  per la prima volta dal 2016 è tornato sotto i 50 punti, ovvero il livello che delimita una fase di contrazione da una fase di espansione dell’attività. Nel mese considerato l’indice si è infatti attestato a 49,2 punti, diminuendo rispetto ai 50 del mese precedente, mettendo a segno il terzo calo mensile consecutivo. I dati raccolti, si legge nell’analisi, i hanno mostrato come il rallentamento dell’economia domestica ha continuato ad ostacolare i nuovi ordini. Infatti, non solo il numero totale dei nuovi ordini è diminuito per il terzo mese consecutivo, ma ha inoltre riportato la contrazione maggiore in quasi cinque anni e mezzo. In aggiunta a ciò, diminuiscono ad ottobre le esportazioni, terminando quindi la sequenza di crescita di quasi sei anni. In tutto ciò vanno comunque evidenziate due cose: la prima è che, nonostante la flessione della produzione, le industrie italiane hanno continuato ad aumentare i livelli di forza lavoro, contando sulla ripresa della domanda interna; la seconda è che il rallentamento dell’attività non ha interessato solo l’Italia, ma anche l’Eurozona (e molte economie dell’area).