Sfruttamento della manodopera clandestina e del lavoro, queste sono le accuse contro la titolare di un’azienda tessile del pistoiese, di nazionalità cinese ma residente a Prato. La donna è stata arrestata dai Carabinieri, che hanno anche sequestrato capannone, macchinari e abiti. Dopo le segnalazioni da parte di alcuni residenti, l’Arma ha infatti verificato la presenza delle gravissime irregolarità. Gli operai, fra cui 12 immigrati clandestini, erano costretti a turni di 10 ore e pagati a cottimo in base ai capi d’abbigliamento confezionati, per un massimo di 40 euro giornalieri.