Nell’ultimo Osservatorio “L’approccio alla finanza e agli investimenti delle famiglie italiane” – in cui la Consob censisce alcune attitudini psicologiche che possono orientare le scelte economico-finanziarie – l’Autorità per la vigilanza dei mercati finanziari mostra come la metà degli italiani intervistati non sia in grado di definire correttamente nozioni finanziarie di base, nonostante ciò il 40% del campione dichiarare di avere, nel complesso, un livello elevato di conoscenze sul tema. Cosa però che poi non si riscontra alla prova dei fatti: basti pensare che solo il 10% del campione è in grado di ordinare correttamente alcune opzioni di investimento per livello di rischio. Lo studio si sofferma poi sulle scelte e le abitudini d’investimento delle famiglie italiane. Dall’analisi emerge che a fine 2017 il tasso di partecipazione al mercato finanziario si attestato al 29% (con una propensione maggiore tra chi abita nel Nord del Paese) e che, dopo i depositi bancari e i prodotti postali, le attività che pesano di più nel portafoglio degli investitori sono i fondi comuni e i titoli di Stato. Per reperire informazioni utili per le proprie scelte d’investimento la maggior parte degli italiani si rivolgono a persone che operano nel settore finanziario e persone di fiducia che rientrano nella propria sfera, come amici o colleghi, mentre solo il 25% si avvale di strumenti come i prospetti finanziari. Tra chi dichiara di seguire un solo stile decisionale (il 75% del campione), la metà ricorre ai consigli di amici e parenti, mentre solo poco più del 20% si affida alla consulenza professionale ovvero delega un esperto. Il 28%, invece, sceglie in autonomia.

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