Bene soprattutto le vendite verso gli Stati Uniti

Dopo il calo di luglio, ad agosto le esportazioni italiane verso i Paesi al di fuori dell’unione europea sono tornate a crescere, mettendo a segno un +3,6% congiunturale. Lieve frenata, invece, per gli acquisti: -0,7%. A comportare l’aumento mensile delle vendite, spiega l’Istituto nazionale di statistica, sono stati tutti i raggruppamenti principali di industrie. La crescita maggiore ha interessato l’energia, che tuttavia contribuisce poco al risultato dell’indice generale: nonostante il +32,9% le esportazioni al netto dei beni energetici sono aumentate del 2,4%. Importante, al contrario, il contributo dei beni intermedi, per i quali l’Istat indica un incremento del 4,9% tra luglio e agosto, a fronte del +2,5% che ha interessato i beni di consumo (+2% per quelli durevoli e +2,6% per quelli non durevoli) e il +0,7% registrato per i beni strumentali. Andamento simile è osservabile anche dal confronto tra il trimestre giugno-agosto e quello precedente: rispetto al periodo marzo-maggio l’export di beni energetici è aumentato del 7,9%, quello di beni intermedi del 4,2% e quello di beni strumentali del 2,9%. Incremento di un solo punto, invece, per i beni di consumo (+3% per quelli durevoli e +0,5% per quelli non durevoli). Nettamente positivo anche il confronto annuo: rispetto all’agosto del 2017 le esportazioni extra-Ue sono cresciute del 4,5% e l’unica voce a riportare una diminuzione sono le vendite di beni di consumo durevoli (-1,9%). Il mercato più dinamico risultano essere gli Stati Uniti che, con un +13%, si piazzano avanti a India (+11,1%) e Giappone (con un +8,6%). In calo del 14,6% le vendite verso l’area del Medio oriente e del 13,1% quelle verso la Turchia.