Futuro inclusivo, equo e sostenibile del lavoro. È questo il tema forte del G20 dei ministri dell’istruzione e del lavoro che si è tenuto a Mendoza, in Argentina, il 6 e il 7 settembre scorsi. Un appuntamento che è servito per fare il punto della situazione nelle venti principali economie sull’occupazione e la qualità della stessa. Come ha osservato la commissaria Ue, Marianne Thyssen, le tematiche trattate rappresentano il «fulcro del pilastro europeo dei diritti sociali» che si pone l’obiettivo di raggiungere «un maggiore equilibrio tra vita privata e carriera professionale per genitori lavoratori e prestatori di assistenza, a condizioni lavorative più prevedibili e trasparenti». Un percorso complesso, in quanto necessita di un collegamento stretto fra istruzione e lavoro, anche in coerenza con i cambiamenti tecnologici e le nuove forme di occupazione. La posizione tenuta dal nostro Paese è stata illustrata dal sottosegretario Claudio Durigon, presente in Argentina. Per Durigon, dal G20 sono emerse delle linee guida da perseguire, ad iniziare dalla «centralità della lotta alle disuguaglianze quale veicolo per costruire società più inclusive, creare occupazione di qualità e dare impulso alla crescita economica». Si è anche ribadito il contrasto ad alcune forme di lavoro, come quello a termine, cosa che il governo italiano ha già iniziato a fare, come ha ricordato Durigon.