Nel secondo trimestre prosegue, seppure su ritmi più contenuti e inferiori a quelli dell’area euro, la crescita dell’economia italiana. L’indicatore anticipatore si stabilizza sui livelli del mese precedente, suggerendo il mantenimento degli attuali ritmi di crescita dell’economia.Lo scrive l’Istituto nazionale di statistica nell’ultima nota mensile. Nel periodo considerato dall’indagine, infatti, il Prodotto interno lordo del nostro Paese è aumentato dello 0,2%, contro il +0,3% osservato alla fine del trimestre precedente. A determinare il rallentamento è stata la diminuzione che ha interessato la domanda estera netta (-0,5%), mentre la domanda interna (+0,6%) ha fornito un contributo positivo. Bene, in particolar modo, gli investimenti fissi lordi, per i quali l’Istat ha rilevato un aumento di mezzo punto percentuale, legato in gran parte all’incremento di 7,5 punti che ha interessato gli investimenti in impianti, macchinari e armamenti. Dopo il calo registrato alla fine del primo trimestre, tra aprile e giugno è tornato a crescere anche il valore aggiunto dell’industria in senso stretto (+0,3%), mentre quello delle costruzioni e del settore dei servizi ha segnato un passo leggermente più lento (+0,2% in entrambi casi). Nel paragrafo dedicato a “Famiglie e mercato del lavoro” l’Istituto ricorda poi che nel secondo trimestre i consumi finali nazionali sono aumentati di appena lo0,1%,come anche la spesa delle famiglie e quella delle a.p.. Meglio il lavoro: nel periodo considerato sie le ore di lavoro che le unità di lavoro sono cresciute più del Pil, mettendo a segno rispettivamente un +0,7% ed un +0,4%. Diminuisce invece la stima degli occupati e, soprattutto, il numero dei dipendenti permanenti: -122 mila unità.