di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Diventa ogni giorno sempre più opportuno tornare a ragionare su un futuro, non così lontano, con un centro destra davvero unito, sforzandosi al più presto possibile di andare oltre i contrasti attuali tra i partiti di riferimento di questa area politica.
Da una parte, come dimostrano i sondaggi, la crescita della Lega guidata e lanciata verso il futuro dal suo leader, Matteo Salvini, nonostante gli attacchi mediatici, gli ostacoli giudiziari e finanziari in cui il Carroccio potrebbe incorrere, e dall’altra “l’interventismo” di Emmanuel Macron nella crisi libica non possono non indurre a capire che esiste ancora un terreno comune per i partiti del centro destra e che in prospettiva si potrebbero aprire spazi politici sempre più ampi da conquistare, e conquistabili, più facilmente e stabilmente da una coalizione piuttosto che da un singolo partito. Bisogna evitare di incorrere e di cadere prima di tutto nella consueta narrazione mediatica che ogni giorno attacca il “populismo” e il “nazionalismo” al governo, come se dallo stesso “male”, ammesso e non concesso che di male si tratti davvero, non fossero affetti anche altri  governi europei solo apparentemente più virtuosi e più europeisti, come appunto quello guidato da Emmanuel Macron (che peraltro ha collocato il suo partito nell’area «ni de droite ni de gauche») e persino quello della cancelliera Angela Merkel, che con le sue politiche sta indirettamente alimentando il vento a favore delle destre.
Insomma, per essere più chiari, il vento spira sempre a favore della destra e del centro destra, lo sa benissimo la Francia “macroniana” che, con il suo interventismo in Libia, si fonda, oltre che per interessi economici, su ragioni squisitamente politiche. Le europee 2019, infatti, sono sempre più vicine e il rischio che le tesi e i partiti politici che attualmente governano l’Europa – e di cui Macron si è presentato come alfiere –  possano essere sconfitte è del tutto e sempre più plausibile. Serve quindi un terreno sul cui far scontrare queste forze e probabilmente il terreno è anche la Libia.
Ovviamente non ci sono solo le questioni migranti e sicurezza a trainare il successo della Lega, argomenti che peraltro “appartengono” di diritto al centro destra, ma anche questioni economiche nelle quali Matteo Salvini si sta mostrando cauto, come ad esempio  la possibilità con la prossima manovra di sforare il tetto del 3%. Senza dimenticare la “questione infrastrutture”, deflagrata da Genova in poi con il tragico crollo del ponte Morandi e che proseguirà con la fase della ricostruzione, che in alcuni momenti ha sembrato segnare una distanza più con gli alleati di Governo che con quelli “naturali” afferenti all’area di centro destra. L’occasione esiste ed è proprio davanti a noi, perderla sarebbe davvero un peccato.