Ancora una volta, un rinnovo destinato a fare scuola. Come già accaduto in passato, pure in questa occasione la firma sul nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore chimico e farmaceutico è arrivato in anticipo rispetto alla naturale scadenza del prossimo dicembre. Il segreto, evidentemente, sta nella capacità delle parti di mantenere delle relazioni industriali costanti, in un’ottica di condivisione e partecipazione, così da anticipare e smussare eventuali motivi di contrasto che dovessero insorgere. In calce al nuovo contratto la firma di tutte le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confail e Cisal, in rappresentanza dei circa 170mila addetti del settore. L’accordo prevede un aumento medio di 97 euro come trattamento economico minimo (Tem) e di 129 come trattamento economico complessivo (Tec), per una vigenza contrattuale prolungata in via straordinaria e transitoria di sei mesi che si aggiungono ai 36 previsti. L’andamento dell’inflazione è monitorato in corso d’opera, con l’elemento distinto della retribuzione, e a scadenza. Particolare attenzione è riposta nel contratto a temi come la formazione, la responsabilità sociale delle imprese, la produttività, la flessibilità, l’occupabilità, la sicurezza, la digitalizzazione, l’alternanza scuola-lavoro, il ricambio generazionale, la conciliazione, la dignità delle persone e il contrasto alle violenze di genere.