Rapporto Istat sull’applicazione in Italia dell’Agenda 2030 Onu sullo sviluppo sostenibile delle città, ben 17 gli obiettivi da raggiungere. Nel 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato l’Agenda 2030 (Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development) che delinea a livello mondiale le direttrici delle attività dei successivi 15 anni, con lo scopo di porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e assicurare prosperità a tutti. 17 obiettivi declinati in 169 target, che fanno riferimento a diversi temi dello sviluppo sociale ed economico, risultato di un processo preparatorio avviato in occasione della Conferenza Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Rio de Janeiro del 2012. È l’Istat ad avere il compito di monitorare nel nostro Paese il Rapporto SDGs 2018, pubblicato oggi, una prima analisi, che propone un aggiornamento e un ampliamento dei nuovi indicatori stabiliti dalla Commissione statistica delle Nazioni Unite.

In materia di energia sostenibile, negli ultimi dieci anni la quota di consumo di energia da fonti rinnovabili ha registrato un incremento considerevole, consentendo il raggiungimento dell’obiettivo nazionale al 2020 (17%), sin dal 2014. Tra il 2013 e il 2015 si è però verificato un rallentamento nella crescita; nel 2016 la quota di consumo da rinnovabili registra un lievissimo calo, attestandosi al 17,4%. Tra il  1995 e il 2015 le emissioni di gas serra sono diminuite di quasi 20 punti percentuali. La riduzione si è verificata a partire dal 2004, in coincidenza con i minori consumi conseguenti alla crisi economica. Nel corso degli ultimi otto anni è cresciuta oltre il 70%, la quota di famiglie che accedono a Internet tramite connessione a banda larga, con forti differenze territoriali.

La note dolenti: più di tre italiani su 10 hanno difficoltà con il trasporto pubblico, continua a crescere l’abusivismo edilizio, diminuisce la spesa pro capite per la protezione della biodiversità.