Anche a maggio l’indice di disagio sociale calcolato dalla Confcommercio (il MIC) è rimasto su livelli piuttosto elevati, non muovendosi rispetto al mese precedente quando salì di quasi mezzo punto rispetto a marzo. Il mese scorso l’indicatore si è infatti attestato nuovamente a 18 punti, una dinamica – spiega l’associazione di categoria – influenzata, come nei mesi precedenti, dall’accelerazione dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto. Tuttavia la Confcommercio sottolinea anche come i progressi registrati negli ultimi anni sul versante del mercato del lavoro siano stati «insufficienti a garantire un reale ridimensionamento della disoccupazione». A maggio, ricorda Confcommercio spiegando il motivo della stazionarietà del MIC, il tasso di disoccupazione ufficiale è diminuito di tre decimi, scendendo al 10,7%: il valore più basso dall’agosto del 2012. Un risultato legato all’aumento degli occupati (di 114 mila unità su base congiunturale e di 457 mila unità su base annua) e alla diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-84 mila unità su base mensile e . -153 mila su base tendenziale). In diminuzione anche le ore di cassa integrazione autorizzate (-38,9%) e il numero degli scoraggiati. Risultati che hanno consentito al tasso di disoccupazione esteso di attestarsi a 13,1 punti, contro i 13,4 di aprile e i 13,2 punti di un anno fa. Una diminuzione troppo esigua però per compensare l’aumento del 2% che nello stesso mese ha interessato i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto.