di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
Ed ora passiamo a tutti gli altri temi che interessano veramente gli italiani, dopo che, per lungo tempo, prima di questo governo si è discusso di aspetti a volta decisamente marginali. La prima volta ha sempre un sapore particolare ed anche in questo caso è così. Dopo un mese, per così dire, di rodaggio, il Ministro del lavoro e dello sviluppo economico, nonché vice Presidente del consiglio dei ministri, Luigi Di Maio, ha inteso incontrare le organizzazioni sindacali confederali sulla questione dei rider, i fattorini che consegnano cibo e non solo a domicilio. Un tema scottante, sul quale si è molto concentrata l’attenzione dell’opinione pubblica, in linea con il crescente interesse per tutto il mondo legato alle piattaforme digitali. I fattorini sono sempre esistiti (in passato, sono stati dedicati pure dei film ai pony espress), ma ora il fenomeno ha assunto una valenza più ampia, alla luce delle potenzialità offerte dalla digitalizzazione. Giustamente, i lavoratori coinvolti hanno rivendicato maggiori diritti e tutele; e non soltanto di ordine economico, perché si tratta del presente, ma pure del futuro. Quindi, salute e previdenza, formazione e consapevolezza dei rischi. La via maestra, in questo caso, potrebbe essere quella delle regolazione attraverso la contrattazione collettiva perché il sindacato ha dimostrato, e dimostra ogni giorno, di avere la capacità di individuare le migliori soluzioni possibili. Il primo tavolo, però, non esaurisce il confronto dialettico fra sindacato, parti datoriali e governo. È utile, infatti, definire un percorso più ampio che metta al centro le tante altre tematiche, spesso contenute nelle stesso contratto di governo. Parliamo, ad esempio, di rilancio e sviluppo dell’economia, condizione necessaria per creare occupazione. Qualcuno, in passato, ha inteso perseguire la via breve dell’incentivo economico. L’esperienza quotidiana, però, conferma che non esiste una strada facile. Le aziende assumono perché ci sono gli incentivi, ma anche perché il contesto è positivo. Per troppo tempo, ci si è preoccupati dei pensieri del mercato, senza renderci conto che così facendo si perdeva di vista l’economia reale. Ora assistiamo ad una inversione di prospettiva che va evidentemente assecondata. Forse sarà un caso, speriamo di no, ma la riduzione della disoccupazione nel mese di maggio è un segnale di fiducia che occorre saper cogliere, così come è importante cogliere quanto è successo nell’ultima assemblea dell’Unesco, laddove si è deciso di inserire l’esperienza di Adriano Olivetti e della sua comunità di lavoro di Ivrea, quale patrimonio dell’umanità. È il riconoscimento di un modello di sviluppo che punta alla partecipazione e alla valorizzazione del territorio sul quale è importante insistere, arrivando alla attuazione dell’articolo 46 della Costituzione.