Ad aprile il Misery Index della Confcommercio è aumentato di quattro decimi di punto rispetto al mese precedente, salendo a 18,1 punti. Un dato che, come spiega l’Associazione di categoria, si inserisce in un contesto congiunturale di luci e ombre, confermando le difficoltà,già segnalate in passato, «di incidere significativamente e strutturalmente sull’area del disagio sociale in assenza di un’evoluzione più dinamica del mercato del lavoro».A pesare sull’andamento del Misery Index, infatti, sono state soprattutto le variazioni che hanno interessato i prezzi di beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto, mentre il tasso di disoccupazione estesa è rimasto stabile, confermando l’andamento osservato già negli ultimi sei mesi. In particolare, nel mese considerato la disoccupazione estesa – che comprende sia le forze di lavoro potenziali che i cassaintegrati equivalenti a zero ore – si è per l’appunto attestata al 13,5%, ad un livello uguale a quello registrato a febbraio e marzo, mentre i prezzi di beni e servizi ad alta frequenza di acquisto sono aumentati dell’1,4% su base annua, accelerando rispetto ai due mesi precedenti (+0,3% a febbraio e +0,8% a marzo). Soffermandosi sul mercato del lavoro, la Confcommercio spiega che la stabilità della disoccupazione estesa è stata determinata da un leggero aumento del tasso di disoccupazione ufficiale (all’11,2%), controbilanciato da una riduzione della CIG e degli scoraggiati.