di Caterina Mangia

Prima o poi doveva accadere: i robot iniziano a far tremare i lavoratori, tanto da indurli a scioperare per difendere il proprio posto.
E’avvenuto nel Paese dei Balocchi americano, Las Vegas: in occasione della scadenza del loro contratto di lavoro, gli addetti al bar e alla ristorazione di 34 casinò della “Sin City” statunitense sono in rivolta per l’introduzione di un’innovazione tutta italiana, che rischia di soppiantarli e mettere a rischio il loro posto. Stiamo parlando del Tipsy Robot, un congegno che ha avuto i natali a Torino presso l’azienda Makr Shakr, che riesce a preparare e servire cocktail alla velocità di 120 bicchieri e 60 cocktail ogni ora: una sorta di barman automatico con cui per un cameriere “in carne ed ossa” è impossibile competere.
E’italiano anche l’imprenditore che ha “assunto” i robot presso i suoi locali: si tratta di Rino Armeni, che non a caso ricopre anche il ruolo di Ceo presso la società Robotic Innovation. A suscitare il timore dei dipendenti è stato non solo il successo riscosso dai nuovi bartenders automatici, ma anche il nome e l’outfit delle cameriere “umane”, vestite con gonne color argento e chiamate “ambasciatrici galattiche”: scelte che lasciano pensare a un futuro di piena automazione.
Al momento, Armeni ha assunto toni rassicuranti, garantendo di essere consapevole dell’importanza del rapporto umano con i clienti, ma i lavoratori hanno preferito “prevenire piuttosto che curare”, dichiarando uno sciopero di massa dopo quasi 34 anni di pax sindacale.