Trent’anni di esperienza buttati alle ortiche. È quello che sta succedendo ad Atessa, in provincia di Chieti, in seguito alla decisione della Honeywell di delocalizzare la produzione di motori turbodiesel. Nonostante una qualità ed una produttività del lavoro universalmente riconosciuta, la multinazionale americana ha deciso di trasferire la produzione all’estero, in particolare in Slovacchia e in Romania, profittando delle condizioni di lavoro ed economiche per le più vantaggiose. Il risultato è che in 420 ora rischiano di ritrovarsi senza occupazione. A questi va aggiunto tutto l’indotto, senza considerare il fatto che in un territorio così circoscritto la chiusura di un sito di tale grandezza altro non può significare che la deserticazione industriale, economica e sociale. Del caso si sono occupati in molti. Particolarmente duro il commento del segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, secondo il quale, sono «delocalizzazioni da sciacalli».