La sicurezza sul lavoro non ammette passi indietro. Non passa giorno nel quale non si aggiorna la tragica litania degli infortuni mortali con tutto quello che ne consegue in termini umani, sociali e, triste dirlo, economici. Gli ultimi incidenti che hanno funestato il Paese – in particolare quello alla Fincantieri di Monfalcone che ha portato le organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl a proclamare lo sciopero delle maestranze – rimandano ancora una volta alla necessità di rafforzare alcuni aspetti fondamentali: la formazione e l’informazione dei lavoratori, dei datori di lavoro e delle altre figure coinvolte; l’attività ispettiva sul territorio; la qualità dei contratti di lavoro, con riferimento non soltanto ai lavoratori, ma anche alle imprese, spesso piccole o piccolissime, impegnate nei sub appalti. In un tale scenario, diventa fondamentale focalizzare l’attenzione su alcuni gruppi di lavoratori a maggiore rischio, aspetto peraltro emerso anche durante il dibattito che ha accompagnato il lancio della Campagna europea da parte dell’Inail, focal point nazionale dell’Agenzia europea per salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Intanto, Eni e Gruppo Ferrovie dello Stato hanno siglato un protocollo d’intesa per la sicurezza dei lavori in appalto.