Conto alla rovescia per l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla privacy. Mancano infatti tre settimane e l’attesa cresce. Nelle imprese, ma anche, e a ragion veduta, fra i lavoratori. Il nuovo regolamento, del quale si è parlato oggi in un convegno organizzato dalla Federazione di categoria degli Autoferrotranvieri della Ugl, cui hanno partecipato rappresentanti del sindacato, del mondo accademico e delle istituzioni, interviene su una disciplina consolidata da tempo nel nostro Paese. Nuove incombenze per i datori, compresi quelli che nell’Unione europea non hanno una sede legale, ma soltanto una succursale o un profilo virtuale, in un contesto diverso, però, rispetto al passato, poiché si passa da un approccio meramente sanzionatorio ad uno maggiormente improntato alla responsabilità dei comportamenti. E qui iniziano le preoccupazioni dei lavoratori che temono un allentamento di alcune tutele riconosciute dalla normativa vigente, ad iniziare dallo Statuto dei lavoratori. Nello specifico, il richiamo diretto è alla videosorveglianza e ai controlli a distanza, agli accertamenti sanitari, alle visite personali di controllo, al divieto di indagini sulle opinioni politiche, religiose o sindacali. Ed ancora, il diritto alla disconnessione nell’ambito del cosiddetto smart working. Insomma, tanto lavoro per il Garante che ha già predisposto alcune linee guida per la prima applicazione del regolamento Ue.