di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl
A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura. Il celebre motto di Pietro Nenni si adatta molto bene anche all’epoca postmoderna dominata da Internet. Pochi giorni fa si è celebrato il 25esimo compleanno del web libero, nato nell’ormai lontano 1993 su iniziativa del Cern di Ginevra. Da allora è passato un quarto di secolo e la Rete digitale è entrata con sempre maggiore incisività nelle nostre vite, condizionando le relazioni sociali, i rapporti lavorativi, l’informazione, l’intrattenimento e così via. Senza dimenticare il ruolo del web nella trasformazione della vita pubblica e della politica. Se la Rete è ormai più che maggiorenne, non altrettanto maturo sembra, però, l’approccio verso Internet da parte di noi utenti, spesso inconsapevoli in merito alle reali potenzialità, positive ma anche negative, che ci offre il web. Una cassa di risonanza, tanto dei meriti quanto degli errori, uno specchio che permette di osservare tutto il mondo, ma anche di essere osservati fin nei minimi dettagli, una lente d’ingrandimento, un formidabile libro di memorie che non consente di cancellare più quanto scritto, detto o fatto. Non sfuggono i comuni cittadini, ma non riescono a sottrarsi all’incantesimo neanche i più noti personaggi politici. Nemmeno quelli che proprio grazie alla Rete hanno fatto fortuna. Il nuovo Partito Democratico renziano nato con il famoso hashtag «Enrico stai sereno» ed impostosi anche grazie alla forza della rete, ora alle prese con una complessa direzione, vede esplodere le proprie contraddizioni anche nella gogna mediatica del sito senzadime.it volto a verificare prese di posizione e conseguenti comportamenti della dirigenza dem. Allo stesso modo i maestri del web per eccellenza, i Pentastellati, ora si trovano catapultati dall’altra parte della barricata, impaludati nelle cerimonie istituzionali e nelle complesse alchimie della politica reale, costretti a difendersi dai commenti spietati postati sui social da cittadini di altre idee o da elettori delusi, sulla questione della colf in nero che ha coinvolto il Presidente Fico, così come sulle ultime contraddittorie mosse politiche. Nuovo vaso della curiosa Pandora, la rete è ormai aperta, mescolando in un mondo digitale «senza limiti e confini » verità e menzogna, passato e futuro, popolo e classe dirigente, sapienti e ciarlatani. Resta, come nel mito, solo la speranza. Quella di riuscire a distinguere il grano dal loglio.
Il potere del web
Una cassa di risonanza, tanto dei meriti quanto degli errori, uno specchio che permette di osservare tutto il mondo, ma anche di essere osservati fin nei minimi dettagli, una lente d’ingrandimento, un formidabile libro di memorie che non consente di cancellare più quanto scritto, detto o fatto. Non sfuggono i comuni cittadini, ma non riescono a sottrarsi all’incantesimo neanche i più noti personaggi politici. Nemmeno quelli che proprio grazie alla rete hanno fatto fortuna: il Pd mediatico di Renzi ed i maestri del web per eccellenza, i Pentastellati.