La ripresa italiana, come descritto da più indicatori (su tutti quelli dell’Istat), è proseguita al rallentatore in questi primi mesi del 2018. Indici importanti – come la produzione, il fatturato dell’industria e le esportazioni, per esempio – hanno infatti rallentato notevolmente rispetto all’andamento di qualche mese prima. A confermare questa debolezza arriva oggi anche l’indice PMI manifatturiero. «Il PurchasingManagers’ Index (appunto PMI) – spiega IHS Markit – è considerato uno degli indici più autorevoli nel fornire tendenze relative al settore privato sulla base di variabili quali vendite, livelli occupazionali, scorte e prezzi». È proprio per questo che il calo dell’indice registrato ad aprile, dai 55.1 punti di marzo a 53.5, desta qualche preoccupazione, anche perché scende al valore più basso dal gennaio 2017.  Il rallentamento, si legge,«è stato principalmente registrato dalle aziende produttrici di beni intermedi, questo sotto settore ha sofferto, infatti, di una stagnazione e di una simultanea contrazione sia degli ordini totali che di quelli esteri. In contrasto le aziende manifatturiere di beni di investimento hanno continuato a riportare una forte produzione e nuovi ordini». In generale la produzione e i nuovi ordini hanno riportato gli aumenti più deboli dell’ultimo anno e mezzo, soffrendo in particolar modo le condizioni del mercato nazionale. Ritmo lievemente positivo invece per le esportazioni, soprattutto per il comparto dei beni di investimento. Non a caso quest’ultimo sotto-settore è quello che ha trainato l’incremento occupazionale manifatturiero totale registrato ad aprile.