Primo Maggio Ugl, innanzitutto lavorare sicuri


di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Nell’anno che si è appena concluso il numero degli incidenti mortali nei luoghi di lavoro è tornato a salire e si sono verificati 1029 decessi. Una cifra allarmante che impone una riflessione. Per questo il nostro Primo Maggio sarà dedicato al fenomeno delle “morti bianche”.
L’Ugl ha sempre cercato di dare un senso diverso alle celebrazioni per la Festa dei lavoratori. Quest’anno abbiamo sentito la necessità dedicare il nostro Primo Maggio al tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il lavoro, infatti, deve essere innanzitutto sicuro. Nonostante il fatto che nel 2017 si siano verificati 1.029 casi di infortunio con esito mortale, in aumento rispetto all’anno precedente, e che anche il 2018 si sia aperto con una lunga serie di drammatici incidenti, l’argomento non sembra avere la necessaria centralità nel dibattito. Eppure quest’anno ricorre anche il decennale dall’entrata in vigore del Testo Unico, il che imporrebbe delle valutazioni in merito agli effettivi risultati ottenuti con la legge in questione al fine di migliorarne la formulazione per renderla più efficace, alla luce dei profondi cambiamenti economici e sociali intervenuti in questo periodo. Per sensibilizzare l’opinione pubblica – i lavoratori stessi a salvaguardare la propria incolumità, i datori di lavoro a rispettare scrupolosamente le norme, i decisori politici a compiere  scelte legislative ed esecutive adeguate – abbiamo deciso di dar vita ad un Primo Maggio differente dai precedenti. Al posto del tradizionale corteo e del consueto comizio, un’installazione di oltre mille sagome che rappresentano gli altrettanti decessi sul lavoro che si sono registrati nel corso del 2017. Un’installazione itinerante che coinvolgerà tutto il territorio nazionale. Oggi nel cuore istituzionale di Roma, a Piazza San Silvestro, nei pressi dei principali Palazzi della politica, e, nelle prossime settimane e mesi, in altre piazze delle principali città italiane. Sagome che ci permettono di raffigurare plasticamente l’umanità perduta a causa di incidenti inaccettabili. Un invito a riflettere rivolto a tutti.