L’Antitrust europeo vuole vederci chiaro sulla questione del prestito ponte concesso dal governo italiano ad Alitalia: secondo la Commissionec’è il rischio che i 900 milioni prestati dall’Italia alla compagnia area costituiscano un aiuto di Stato, contravvenendo quini dalle norme europee in materia di aiuti alle imprese in difficoltà. Per questo, secondo quanto riportato in un comunicato stampa diffuso dall’autorità antitrust, la Commissione europea ha avviato un’indagine approfondita. Per garantire il finanziamento di Alitalia, ricorda la Commissione, durante il periodo di amministrazione straordinaria lo Stato italiano ha concesso un prestito ponte di 600 milioni di euro. Questonel maggio 2017, mentre a ottobre 2017 questo prestito è stato aumentato di ulteriori 300 milioni di euro. Si parla quindi di 900 milioni, notificatidallo Stato come aiuto per il salvataggio ai sensi delle norme UE in materia di aiuti di Stato. Nell’arco del 2017, però, alla Commissione sono pervenute numerose denunce, secondo le quali i prestiti ponte erano in realtà aiuti di Stato ed attualmente l’opinione l’Antitrust è che effettivamente possa trattarsi di un aiuto di Stato. Al centro del mirino c’è innanzitutto la durata del prestito, che andando dal maggio 2017 fino almeno a dicembre 2018, supera la durata massima (di sei mesi) consentita per un prestito di salvataggio in linea con le norme. Senza contare che, sempre secondo la Commissione, l’aiuto potrebbe non essersi limitato al minimo necessario.