di Caterina Mangia

E’passato quasi un decennio. Migliaia di persone hanno sfilato, ieri sera, in via XX settembre a L’Aquila, per ricordare con una fiaccolata le vittime del terremoto che nove anni fa, la notte del 6 aprile, ha distrutto la città e mietuto 309 vite umane. Una folla emozionata e commossa, in particolare quando il corteo si è fermato sotto la casa dello Studente, dove a causa del sisma sono morirono otto ragazzi. Insieme, i partecipanti alla fiaccolata hanno partecipato a una messa, e insieme hanno aspettato, con una veglia di preghiera, che l’orologio toccasse le 3.32: l’ora fatidica in cui il terremoto, in soli 28 secondi,  devastò la città stravolgendo la vita dei suoi abitanti. A seguire, 309 rintocchi di campana nella notte, uno per ogni vittima. All’iniziativa hanno partecipato alti esponenti della politica e delle istituzioni nazionali e locali.
Oggi a L’Aquila è lutto cittadino per tutta la giornata. Bandiere a mezz’asta, serrande abbassate fino alle 11 di stamani, cantieri fermi: le scuole non hanno chiuso, ma hanno osservato un minuto di silenzio e condiviso momenti di riflessione con gli studenti.
Sulla città non grava soltanto il peso del lutto e della distruzione, ma anche quello dell’ingiustizia, dopo che, nei giorni precedenti la Pasqua, 350 imprenditori e professionisti sono stati raggiunti da altrettante cartelle esattoriali in cui è stata richiesta la restituzione dei soldi delle tasse sospese nel 2009 con il cosiddetto “Decreto Abruzzo” successivo al terremoto.
L’iniziativa fa seguito alle decisioni della Commissione europea, che ha giudicato come “aiuto di Stato” la sospensione delle imposizioni tributarie e aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. La richiesta di restituzione delle tasse ha provocato la costernazione e disperazione di chi l’ha ricevuta, e un moto di indignazione pressoché unanime: sindacati, associazioni di categoria e istituzioni e forze politiche si stanno mobilitando affinché sui cittadini dell’Aquila non si abbatta un ennesimo, e stavolta evitabile, colpo.