L’elenco continua, purtroppo, ad allungarsi in maniera inesorabile. Ai centocinquanta lavoratori che hanno perso la vita nei primi tre mesi dell’anno, se ne aggiungono altri, in una drammatica litania che sembra senza fine. Gli ultimi a morire sono stati due operai edili, un terzo è rimasto ferito, coinvolti nel crollo di un muro di contenimento in un cantiere nella periferia di Crotone. Il 2017 si è chiuso con oltre mille infortuni mortali con una crescita dell’1,1%. Poco vale, in questo senso, segnalare che la crescita ha riguardato in maniera maggiore gli incidenti in itinere. Molti di questi, infatti, non sono semplicemente riconducibili a questioni legate al traffico, ma attengono direttamente la stessa organizzazione del lavoro. È evidente che un lavoratore che ha effettuato un massacrante turno di lavoro è più a rischio, così come è a rischio quel lavoratore al quale un ritardo di pochi minuti può costare un pesante richiamo disciplinare con conseguenze economiche fino al licenziamento.