di Caterina Mangia

Il dramma demografico italiano è stato per l’ennesima volta tradotto in numeri: secondo Eurostat il tasso di fertilità del nostro Paese nel 2016 è ultimo in Europa, insieme a quello spagnolo.
Con 1,34 figli per donna, siamo fanalini di coda nel Vecchio Continente, rispetto a una media europea di 1,60: la Francia, dove sono forti le politiche a sostegno della natalità,  conquista invece il primato con 1,92 parti a persona. A seguire la Svezia, con 1,85 bambini per donna.
Il primato negativo del Belpaese non riguarda soltanto il numero di eredi, ma anche l’età in cui si ha il primo figlio: se in media in Europa una donna partorisce il primogenito a 29 anni, le mamme italiane si attestano sui 31 anni.
Purtroppo i numeri negativi relativi alle nascite in Italia non sono più una sorpresa, come ha spietatamente sottolineato il report Istat “Natalità e fecondità della popolazione residente – Anno 2016” uscito lo scorso novembre: i bambini nati nel 2016 rispetto al 2015 sono 12mila in meno, mentre  rispetto al 2008 ne mancano all’appello 200mila. Una situazione destinata a non migliorare, almeno fino a quando non saranno messe in campo serie politiche strategiche e una fiscalità a sostegno della famiglia.
Tornando in ambito europeo, Eurostat sottolinea che nel 2016 sono nati in Ue 5milioni e 148mila bambini a fronte dei 5 mlioni e 103mila del 2015: di questi, il 5% ha una mamma sotto i 20 anni di età, mentre il 3% è stato partorito da una madre ultraquarantenne. Quasi uno su cinque dei nati nel 2016 è il terzo figlio, o con un ordinale superiore.