Reazioni a catena. Pechino e Mosca hanno annunciato oggi che intendono rispondere alle ultime decisioni del presidente statunitense, Donald Trump. Ieri Washington ha comunicato che gli Stati Uniti imporranno nuovi dazi sui prodotti importati dalla Cina – complessivamente saranno 1.300 le categorie di prodotti interessati (abbigliamento, prodotti di elettronica…) –, per un valore complessivo di circa 60 miliardi di dollari, e introdurranno restrizioni sugli investimenti cinesi in aziende di tecnologia statunitensi. Ulteriori dettagli verranno forniti nelle prossime settimane. Gli Usa accusa il Paese asiatico di aver incentivato il furto di brevetti e di proprietà intellettuali ai danni di imprese americane. «La Cina non spera di entrare in una guerra commerciale, ma non ha paura di farlo», ha replicato in una nota il ministero del commercio cinese. «La Cina spera che gli Usa facciano un passo indietro dal baratro, prendano decisioni prudenti ed evitino di trascinare in una zona pericolosa le relazioni commerciali bilaterali».
Da Mosca, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Interfax, il ministero del Commercio e dell’Industria russo ha annunciato che si sta preparando a imporre restrizioni sulle importazioni americane in risposta ai dazi americani su acciaio e alluminio, entrati in vigore oggi e che al momento non riguardano i Paesi dell’Unione europea, il Messico, il Canada, il Brasile, la Corea del Sue e l’Argentina.