Terreno di scontro. Purtroppo sta succedendo quello che non dovrebbe succedere, ma, evidentemente, le scorie elettorali hanno finito per incidere anche sulla vicenda Embraco. Come si ricorderà, alla vigilia della elezioni del 4 marzo, al Ministero dello sviluppo economico si è raggiunto un accordo con la controllata brasiliana di Whirpool che produce motori per frigoriferi. In base a tale intesa, l’azienda si è impegnata a congelare i 497 licenziamenti fino alla fine dell’anno in attesa di trovare un partner o un acquirente. Nei giorni che sono seguiti, si sono purtroppo registrate due situazioni che hanno prodotto una frattura nel corpo sociale. Prima ci si sono messe alcune sigle sindacali che hanno inteso monopolizzare l’assemblea dei lavoratori, non permettendo una partecipazione diffusa. Come se non bastasse, anche la politica ha fatto la propria parte con un’aspra polemica fra il Movimento 5 Stelle e l’attuale titolare del dicastero dello sviluppo economico, Carlo Calenda, con quest’ultimo ad apostrofare come «buffonata» una iniziativa della deputata pentastellata Laura Castelli. Insomma, uno scenario che rischia di vanificare ogni ipotesi di salvezza del sito produttivo piemontese di Riva di Chieri. L’intesa prevede un ruolo importante per Invitalia, chiamata a sondare il terreno in cerca di una soluzione che possa garantire un futuro allo stabilimento industriale.