Licenziamenti in ghiaccio, almeno fino alla fine dell’anno. Mai come in questa occasione l’immagine rende l’idea di cosa stia succedendo in Embraco, la controllata Whirpool che produce motori per frigoriferi. Dall’incontro al Ministero dello sviluppo economico di questa mattina è, infatti, uscita la novità tanto attesa, frutto del pressing che sindacati ed istituzioni nazionali e comunitarie – oltre al Ministro Carlo Calenda, un ruolo decisivo lo ha avuto, fra gli altri, l’attuale presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani – hanno fatto sulla dirigenza. I 497 licenziamenti previsti sono sospesi, così da permettere la reindustrializzazione dei sito produttivo piemontese di Riva presso Chieri. Una operazione, quest’ultima, che vedrà impegnate economicamente anche Embraco e Whirpool. Alla vigilia dell’incontro si era parlato di ipotesi part time e/o di ricorso agli ammortizzatori sociali, compresa la Naspi. Ipotesi sicuramente penalizzanti per i lavoratori. Fortunatamente, tali previsioni, stando alle dichiarazioni del Ministro Calenda, sembrano scongiurate. «I lavoratori – ha detto il titolare del dicastero di via Veneto – prenderanno lo stipendio pieno, non ci sarà dunque né part time né riduzione di orario e questo avverrà a carico dell’azienda». Il congelamento dei licenziamenti, però, è solo una parte del percorso. I mesi guadagnati, infatti, dovranno servire per riscrivere la mission del sito produttivo in provincia di Torino. Se Embraco non sarà in grado di individuare un partner, toccherà ad Invitalia trovare un soggetto industriale che possa garantire i livelli occupazionali, utilizzando, se necessario, il fondo contro le delocalizzazioni deliberato dal Cipe. L’azienda brasiliana, da parte propria, conferma l’impegno «a lavorare, nelle prossime settimane, in stretta collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori e con le istituzioni per finalizzare un accordo legalmente sostenibile e nei migliori interessi di lungo periodo per tutti il personale coinvolto».