Intesa al ribasso che non supera gli scogli più volte rimarcati dal sindacato. Nella notte è stato raggiunto un accordo di massima sulla possibile revisione della direttiva comunitaria sui lavoratori distaccati, un tema che è spesso entrato in campagna elettorale, per la verità meno in Italia e più in altri Paesi, ad iniziare dalla Francia. Si ricorderà la famosa polemica sull’idraulico polacco, dopo le parole dell’allora commissario europeo Fritz Bolkestein che dà il suo nome alla direttiva sulla liberalizzazione dei servizi. Ebbene, da Bruxelles arriva la notizia che la commissaria europea Marianne Thyssen, le correlatrici del Parlamento europeo, Elisabeth Morin-Chartier e Agnes Jongerus, e la vice ministra del lavoro della Bulgaria, Zornitsa Roussinova, si sarebbero accordate sul principio di «uguale salario per uguale lavoro svolto nello stesso posto». A prima vista, potrebbe sembrare una soluzione equa: l’operaio romeno impiegato come distaccato in Germania, in Francia o in Italia andrebbe a prendere lo stesso salario del collega tedesco, francese o italiano. Ma siccome il diavolo si nasconde nei particolari, è importante sapere che Stati come Germania e Francia sono fra i maggiori fornitori di lavoratori distaccati. Stando così le cose, un operaio tedesco distaccato in Polonia si troverebbe a prendere molto meno rispetto a quanto prenderebbe restando a lavorare vicino a casa.